Tuesday, June 24, 2008

Eiserner Steg

Arriverei a dire che Frankfurt, per me, è il fiume, e il fiume è Frankfurt.
Lo è perché la prima sera l'ho attraversato verso Sachsenhausen e mi sono fermata solo da Struwwelpeter a mangiare la "Forelle", che non so tradurre in italiano perché per me in italiano tutti i pesci sono uguali.
Ero stanca, mi facevano male i piedi e odio il pesce, ma era una specie di comunione con l'acqua ed è stata terapeutica.
E' il fiume anche perché attraversarlo in metropolitana è qualcosa che per me resta surreale.
Frankfurt è il fiume per tutte le volte che ho passato mezze ore ad osservare le chiatte stanche passare da una parte all'altra del ponte.
E' il fiume del sabato durante il Flohmarkt, fra il brulicare di persone, il fumo e l'odore dei Würstel alla piastra, lo sferragliare delle biciclette, le chiacchiere, gli occhi stanchi.
E' il fiume di chi fa jogging sulle sue sponde verdi, di chi lo osserva da un viaggio nel tempo sul trenino a vapore, di chi percorre la riva sud con i musei in fila indiana.
E' il fiume della panchina sul cui schienale era così comodo sedersi a mangiare una fetta di Apfeltorte accompagnata da un bicchierone di caffè bollente, chiacchierando e ridendo per il freddo, temendo la pioggia incombente, sprofondando in sciarpe e cappotti e meditando di portare a casa quel bicchiere di Glühwein ed usarlo come salvadanaio.
E' il fiume delle passeggiate chilometriche, e delle gite in barca che non ho mai fatto.
E' il fiume, semplicemente, perché ogni volta che ci torno mi basta vederlo per fare un sorriso.
Quando sono partita, l'unica cosa che sapevo era che mi sarei innamorata del fiume, e che sarebbe bastato.

7 Comments:

At 10:52 PM, Anonymous antoarch said...

forelle è trota.

lo so perché è il titolo di quintetto di schubert (che ti consiglio).

 
At 9:32 AM, Blogger quasi Pablo said...

bolognese, mi sento un po' responsabile della tua rinata e lancinante nostalgia...

 
At 9:51 AM, Blogger siuf said...

Anto: grazie :D (ma che differenza c'è, poi, fra una trota e un altro qualsiasi pesce? sigh)
Filosofo: quella storia della Hauptwache m'è rimasta dentro :) Ma non ti sentire responsabile, io sono portata per la nostalgia..

 
At 7:28 PM, Anonymous kessa said...

Tesoro, quanta nostalgia! hai tutta la mia comprensione, lo sai...

 
At 9:29 PM, Blogger siuf said...

Che bello quando passi di qui, Lauretta.
Tornerei volentieri anche io a quell'inverno, e ti scriverei moltissimo, di nuovo. :)

 
At 4:28 AM, Anonymous appo said...

e io oggi non riesco a dormire.

 
At 10:47 PM, Anonymous eugenio said...

Devo dire che è con una sensazione di straniamento che scrivo; uno straniamento, però, decisamente ilare. Fino a ieri sera non sapevo nemmeno dell’esistenza di questo blog. Come ti ho già scritto nella mail, mentre mi apprestavo a preparare il testo per la pubblicazione di oggi sul nostro, mi sono imbattuto nella rilevazione del primo link da un altro blog, il tuo.
Ieri sera ho sfogliato alcune pagine, ma mi sono ripromesso di leggere qualche post oggi e, curiosando in qua in là, ho trovato questa lamentazione nostalgica su Francoforte.
L’allegro straniamento dipende dal fatto che non avevo mai ascoltato un’altra persona rimpiangere il Flohmarkt; mi sembrava di avere quasi un’esclusiva, specialmente per la carne cotta alla brace.
Inoltre l’unica francofortese che in questi mesi ‘lavora’ con me non mi ha dato nessuna soddisfazione: oltre ad essere vegetariana, mi ha detto che nemmeno ci è mai andata.
Ti ringrazio per l’involontario regalo di una risata.

P.S. Capisco comunque anche la nostalgia per il fiume: è più che comprensibile, specie se abiti a Bologna, che manca di un’arteria acquatica per essere pienamente una grande città. Tutti i suoi rivoli sotterranei, come quello che passa sotto casa mia, sono piuttosto deludenti.

 

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